Fiele

 

ITA

Fiele si sviluppa come una ricerca visiva e fotografica durata circa 3 anni di studi e di ricerche sul campo che hanno coinvolto diversi luoghi della regione, come Taranto, Noicattaro (Bari) e Francavilla Fontana (Brindisi).

Ogni paese mantiene una tradizione ultra centenaria, con simboli e tipicità che rendono la settimana santa unica ed estremamente fondata di rituali tramandati da generazioni in generazioni.

Elemento cardine del progetto sono le “anime incappucciate” ovvero i confratelli che durante tutta la Settimana Santa esorcizzano il proprio dolore somatizzando la sofferenza, attraverso un vestiario che permette l’anonimato. 

Una vera e propria incarnazione religiosa che, attraverso una ripetuta e continua recitazione di preghiere, cercano di trovare la propria devozione e il conforto per il dolore provato.

Un’individualità che viene completamente annullata dal vestiario che permette a chiunque, malfattori, benefattori semplici fedeli di partecipare a questo momento di pura venerazione e di senso di appartenenza alla comunità. L’identità personale viene così smaterializzata, nessun individuo è più riconoscibile sotto l’abito, solo un’accenno dello sguardo emerge da piccolissimi fori.

ll clima che si cela durante la preparazione e durante la processione è surreale, rispetto e mistero si uniscono, un’aria sacrale, mistica quasi surreale pervade le confraternite e i fedeli impazienti. 

Anche gli oggetti sacri e sacrali, considerati durante l’anno fonte di devozione e preghiera, elementi platonici ed intoccabili mutano. La loro funzione ora sembra quella di uso quotidiano, antico, ma con un’aurea di devozione, stima e discrezione.

Un’atmosfera quasi angosciante che, durante il vero e proprio rito viene accompagnata dalle marce funebri e dal suono della Troccola, suonata dal croccolante che apre la processione. Un suono che ricorda il rumore e la sofferenza dei chiodi che vennero conficcati nella croce durante la crocifissione. Un suono lancinante, che crea una dimensione emotiva straziante, di dolore e di tormento interiore che fa da sottofondo all’intera processione, esasperato dal camminare lento e scalzo dei confratelli. 

I piedi diventano così metaforicamente portatori dell’afflizione, nel loro quasi monotono e meccanico camminare:

Un gesto in segno di penitenza e di redenzione, come nel caso delle “nazzicata” di Taranto.

Inoltre, tutta la statuaria, normalmente conservata nelle teche delle chiese, durante i rituali, i fedeli la preparano come adempimento ad un rigore religioso. 

Ogni territorio porta con sé una trazione a sé stante, tramandata da generazione in generazione e caratterizzata da una propria simbologia e un proprio rituale. Mozzetta, medaglione, scapolare diventano gli elementi che contraddistinguono le diverse confraternite.

Nel processo di ricerca sono state prese in considerazione altri due territori, oltre Taranto, che si distinguono per alcuni elementi, come nel caso di Noicattaro (BA). Qui la figura centrale è il crocifero che camminano trascinando con sé grandi catene ai piedi e delle croci pesantissime fornite dalla chiesa di rifermento. Diversamente invece succede a Francavilla Fontana, nella quale possiamo trovare numerose confraternite, e ogni confratello trascina una croce realizzate a mano da lui stesso. Le croci sono molto grandi e pesanti e richiedono un grandissimo sforzo fisico. Prima della processione a Francavilla Fontana viene anche bruciata una lista che garantisce la privacy di coloro che si celano sotto i loro abiti cerimoniali.

Fiele racconta un’esperienza intensa e suggestiva, caratterizzata da devozione, tradizioni millenarie e simbolismo. Il titolo rimanda alla bevanda che venne data a Gesù, morente in croce, un sostanza amara ricavata dal bue. Un gesto e un titolo simbolico che metaforicamente evoca la sofferenza di Cristo e la sua accettazione del sacrificio, tematiche visivamente indagate nell’intero progetto.

 
ENG

“Fièle” is developed as a visual and photographic exploration that lasted about 3 years of study and field research involving different locations in the region, such as Taranto, Noicattaro (Bari), and Francavilla Fontana (Brindisi). Each town maintains an ancient tradition with symbols and characteristics that make Holy Week unique and deeply rooted in rituals passed down from generation to generation.

The key element of the project is the “hooded souls,” which refers to the confraternities that exorcise their own pain by somatizing suffering through clothing that allows anonymity. It is a true religious embodiment where, through repeated and continuous recitation of prayers, individuals seek devotion and comfort for the pain they experience.

Individuality is completely negated by the attire, allowing anyone, whether wrongdoers, benefactors, or simple believers, to participate in this moment of pure veneration and a sense of community belonging. Personal identity is dematerialized; no individual is recognizable beneath the garment, with only a glimpse of the eyes emerging from tiny holes.

The atmosphere during preparation and the procession is surreal, combining respect and mystery. There is a sacred, almost otherworldly air that permeates the confraternities and the eager faithful. Even the sacred objects, considered sources of devotion and prayer throughout the year, take on a different aspect. They now seem to serve daily use, ancient yet infused with an aura of devotion, esteem, and discretion.

An almost anguishing atmosphere accompanies the actual rite, accompanied by funeral marches and the sound of the Troccola played by the “croccolante” who opens the procession. The sound recalls the noise and suffering of the nails driven into the cross during the crucifixion. It is a piercing sound that creates a heart-wrenching emotional dimension of pain and inner torment, serving as the backdrop to the entire procession, accentuated by the slow and barefoot walking of the confraternities. Symbolically, the feet become bearers of affliction through their almost monotonous and mechanical movement—an act of penance and redemption, as in the case of the “nazzicata” in Taranto.

Furthermore, all the statuary, usually kept in church displays, is prepared by the faithful as an act of religious rigor during the rituals.

Each territory has its own distinct tradition, passed down through generations and characterized by its own symbology and ritual. Mozzetta, medallion, and scapular become the elements that distinguish the different confraternities.

In the research process, two additional territories were considered apart from Taranto, which stand out for certain elements, as in the case of Noicattaro (BA). Here, the central figure is the crucifer who walks dragging heavy chains and carrying immensely heavy crosses provided by the reference church. Conversely, in Francavilla Fontana, numerous confraternities can be found, and each confraternity member drags a cross handmade by themselves. These crosses are very large and heavy, requiring tremendous physical effort. Prior to the procession in Francavilla Fontana, a list guaranteeing the privacy of those concealed under their ceremonial garments is burned.

“Fiele” recounts an intense and evocative experience characterized by devotion, millenary traditions, and symbolism. The title refers to the drink given to Jesus while dying on the cross, a bitter substance derived from vinegar. It is a symbolic gesture and title that metaphorically evokes the suffering of Christ and his acceptance of sacrifice, themes visually explored throughout the entire project.